Studio Series: Dan Rodriguez
Dan Rodriguez è un designer e content creator di base a Parigi che ha fatto dell’upcycling il cuore della sua pratica, documentando ogni passaggio mentre capi di seconda mano si trasformano in qualcosa di completamente nuovo. Il suo sguardo si è formato nel teatro, dove i costumi costruiscono personaggi e raccontano storie; il suo metodo nasce invece come risposta alla sovrapproduzione del sistema moda. E non si ferma agli abiti: Dan indossa le sue scarpe POEVE con lo stesso approccio con cui affronta tutto il resto, a modo suo. Per questo capitolo di Studio Series, abbiamo parlato con lui della sua pratica, dei progetti che sogna e di quei dettagli che solo chi crea con le mani sa notare. Come descriveresti la tua pratica a qualcuno che pensa ancora che “upcycling” significhi tagliare un paio di jeans per farne degli shorts? Vedo l’upcycling come una forma di trasmutazione applicata agli abiti. In un certo senso, gli upcycler sono un po’ gli alchimisti del guardaroba. Guardiamo un capo e ci chiediamo come possa essere trasformato affinché il nostro modo di percepirlo cambi, o si espanda del tutto. Si tratta di lasciare andare l’idea che abbiamo di qualcosa e permettergli di esistere in una forma completamente nuova. Com’è il tuo studio quando un progetto entra nel vivo? Il mio studio è in realtà casa mia e, anche se può diventare un po’ disordinato, resta comunque piuttosto organizzato. Nella fase di ideazione può avvicinarsi al caos creativo, ma quando arriva il momento di lavorare ho bisogno che tutto sia in ordine, così il caos non prende il sopravvento. E dato che spesso filmo, cerco di mantenere uno spazio che sia anche visivamente armonioso.


















